domenica 24 ottobre 2010

pedone-ciclista-automobilista


Mi verrebbe quasi da dire che è la catena alimentare urbana: pedone-ciclista-automobilista.
Quotidianamente mi trovo nei panni dell'uno o dell'altro.
Ieri ho letto sul sito massa critica torino (che consulto puntualmente)di un nuovo articolo su specchio dei tempi che vede i ciclisti lapidati da insulti e maldicenze di poveri automobilisti sclerati.
La serie di commenti è fantastica: bastano poche righe a scatenare il putiferio.
Non è la prima volta che mi capita di leggere queste cose. Su Facebook la situazione è ancora più tragica con insulti e l'inneggiamento allo sterminio di qualsiasi ciclista sulla strada.
Purtroppo i livelli di demenza, sulla rete come nella vita reale, hanno raggiunto soglie che nemmeno il Grande Fratello è in grado di eguagliare.
La cosa che mi fa impressione è che spesso gli automibilisti si sentono vittime dei ciclisti raffigurati come teppisti che scorrazzano per la città aggredendo auto e cercando la rissa a tutti i costi.
Ovviamente io sono di parte, conosco fin troppo bene i pericoli di circolare in città dove sbadate signorine aprono improvvisamente lo sportello davanti a te e figli di papà giocano a quanto riescono a farti il pelo col nuovo SUV del papi.
Tuttavia non mi sento di generalizzare, coglioni per strada ce ne sono, ma non così tanti come descritto e sopratutto sono spalmati su tutti i livelli della catena Pedone-Ciclista-Automobilista.
Spesso il pedone che la mattina si incazza perchè le auto non gli danno precedenza sulle striscie, la sera strombazza alla vecchietta col bastone lenta ad attraversare l'incrocio.
E' solo questione di coerenza,ce chi ce l'ha e chi invece preferisce incazzarsi.